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martedì 29 aprile 2014

Un'eccellente occasione di formazione sulla tostatura: il campionato World Coffee Roasting Challenge

Dal 2000, da quando sono socio SCAE e da quando ho partecipato in veste di barista coach al primo campionato World Barista Championship di Montecarlo, è mia convinzione che i campionati baristi siano un’eccezionale occasione di formazione per chiunque decida di parteciparvi. Con questo spirito anch’io decisi qualche anno dopo di intraprendere la certificazione Master Barista della SCAE che richiedeva la partecipazione del candidato ad almeno due campionati baristi: fu così che mi preparai per una semifinale italiana del World Barista Championship e per la finale Cup Tasters. Ricordo ancora oggi che ci vollero 6 mesi di pratica per riuscire a produrre un bel cappuccino Latte Art!, un’occasione unica che ancora oggi mi permette di preparare un cappuccino perfetto.

In quest’ottica ritengo un successo che SCAE Italia organizzi quest’anno le prime finali nazionali dei campionati World Brewers Cup (Firenze 8 maggio 2014 – www.pausacaffefestival.it) e World Coffee Roasting Challenge (Sinalunga, 13-14 maggio 2014).




Tutti sappiamo che in Italia ci sono centinaia di torrefazioni, di piccole, medie e grandi dimensioni che producono caffè tostato per il mercato bar domestico; spesso alcuni di loro, per mancanza di formazione e di innovazione di prodotto, trasformano e producono il caffè tostato come si faceva 30-40 anni fa, così come lo faceva il nonno o il papà dell’attuale proprietario che ha ereditato un’attività già avviata. Alcuni quindi trascurano il fatto che il mondo della torrefazione, soprattutto all’estero, si è trasformato, la materia prima è cambiata, le macchine tostatrici si sono evolute, ormai non è più possibile pensare di tostare un buon caffè, specialmente per l’espresso, senza gestire correttamente le curve di tostatura e cambiarle di caffè in caffè.
Per questi motivi il campionato Coffee Roasting è un’eccellente opportunità per i torrefattori italiani di fare formazione, occasione di confronto e di stimolo per accrescere il proprio know how e imparare a tostare confrontandosi con regole imposte da un mercato internazionale.

Nell’organizzare il primo campionato italiano Coffee Roasting, SCAE Italia si è affidata a Marco Cremonese, mastro tostatore che, assieme a un comitato di appassionati, sta organizzando tutto il necessario per avviare i lavori della finale italiana.

Il primo campionato italiano Coffee Roasting che avrà luogo il 13 e 14 maggio, presso la micro roastery degli "artigiani torrefattori Loscuro" a Sinalunga in provincia di Siena. 

Chiunque si ritenga preparato può partecipare inviando una email di iscrizione a info@scaeitalia.com entro il 2 maggio. 

Il regolamento della gara è visionabile al link web: regolamento gara roasting.



La gara si svolgerà in due giorni su tre livelli di valutazione, ai partecipanti verrà applicato il punteggio di tre schede di valutazione che fanno riferimento alla capacità di classificazione del caffè verde, alla tostatura e alla degustazione dei caffè, il tutto sotto l'occhio vigile di uno dei pochi giudici internazionali autorizzati del WCE che interverrà alla gara.”

lunedì 10 marzo 2014

Il caffè e lo spazio web

Una riflessione, un affresco su ciò che il web rappresenta e su come i motori di ricerca evolvono il loro lavoro... il tutto condito da un pizzico di caffè.

Il mondo web e tutto ciò che ruota attorno ai siti, portali e social networks è sempre più velocemente in espansione e cambiamento. Il web rappresenta oggi un aspetto strategico di comunicazione per il successo di business di qualsiasi azienda, compreso il mondo variegato del caffè e dei suoi prodotti, sia che essi chicchi verdi, tostati che bevanda. Il successo di un prodotto, di un brand, di un'innovazione passa necessariamente attraverso un palinsesto di comunicazione virale, attraverso l'accessibilità e la visibilità delle piattaforme web e dei singoli contenuti che in esse vengono pubblicate.

La chiave di visibilità: il motore di ricerca.

Il ruolo odierno del motore di ricerca è quello di avere in mano il governo del web, è lo strumento che detta le regole e il successo in termini di visibilità di una piataforma web e del suo contenuto. Il motore di ricerca per raggiungere il suo scopo detta le regole attraverso una relazione diretta con l'utente finale. I siti e le piattaforme internet devono venire progettati e costruiti con determinate tecnologie, devono essere sempre più complessi per rispondere a nuovi canoni di indicizzazione.

Il testo che viene inserito e divulgato dev'essere pensato per il tipo di sito e di piattaforma utilizzata. Se il testo possiede le caratteristiche di idoineità e di contestualizzazione della piattaforma dove viene pubblicato allora, attraverso i complessi algoritmi usati dai motori di ricerca, verranno premiati in termini di visibilità o, in caso contrario, penalizzati e retrocessi. Il testo dev'essere sempre direttamente correlato al sito, cioè deve trattare di un'argomento collegato alla piattaforma web. E' possibile anche inserire e pubblicare contenuti indirettamente collegati all'argomento o al tema della piattaforma consapevoli che avrà un'importanza minore.

Prima di oggi il motore di ricerca si basava sul concetto della key word density, nel senso che venivano premiati i siti e le piattaforme web che possedevano al loro interno un numero maggiore di parole chiave. Col tempo questo approccio ha lasciato posto al concetto dell'indicizzazione calcolata attraverso complessi algoritmi semantici. Il motore di ricrca oggi opera un mix di analisi di pertinenza delle parole chiave e dei contenuti caricati. Il motore di ricerca è dunque il fulcro su cui ruota l'attività comunicativa sul web perchè su di esso ruotano interessi economici di miliardi di dollari in particolare di pubblicità.

I motori di ricarca che sostanzialmente hanno il monopolio dell'indicizzazione sul web e che di conseguenza ne dettano le regole sono Google le Yahoo. Ricordiamoci che sui sistemi operativi degli smartphone e tablet viene di default utilizzata la piattaforma Google.

Google valuta:
- la metodologia di scrittura dei contenuti,
- l'utilizzo dei sinonomi delle paroel chiave
- la contestualizzazione dei testi rispetto l'argomento principale del sito
- la quantità di parole chiave presente nei testi

Un segreto vincente è quello di:
scrivere bene,  
molto spesso,
parlare al lettore e non al motore di ricerca,
attuare strategie di link building,
utilizzare accorgimenti tecnici specifici.


Il motore di ricerca inoltre premia tutto ciò che è connesso e relazionato e che crea quindi contenuti virali. I siti web devono essere continuativamente aggiornati, su tutta la struttura del sito, al fine di costruire il sito al fine di rendere il contenuto più leggibile da un punto di vista semantico. Con una struttura aggiornata si facilita il lavoro dei motori di ricerca.

Nuove funzioni.

L'applicazione URL Rewrite è una nuova funzione che permette di ottenere indirizzi web leggibili dai motori di ricerca. E' importante utilizzare la tecnologia dell' HTML 5 che aiuta i motori di ricerca a comprendere semanticamente i contenuti delle pagine web.

Le evoluzioni del codice per il motore di ricerca è necessaria per:
- applicazione di layout fluidi,
- per avere una corretta visualizzazione per ciascun strumento,
- la pagina dev'essere ristrutturata per ciascun device: tablet, workstation, smartphone,
- il design del sito dev'essere sempre accattivante per ciascun device,
- la struttura della pagina  permette al sito di essere uno strumento dinamico di contenuto e tecnologia.

Se si utilizzano i social è necessario contenuti di qualità che ingaggiano l'utente. Il titolo e il sottotitolo già devono dare l'idea dell'articolo e del post. I contenuti non dovrebbero superare le 1000 battute, devono essere in tema, le immagini devono essere accattivanti, si devono utilizzare i video, l'uso del grassetto e dei corsivi sono d aincoraggiare come anche una correlazione tra i contenuti all'interno del sito e all'interno del sistema.

Scrivere bene significa scrivere in modo calibrato per ciascuna piattaforma. All'interno di una strategia di comunicazione nel web è importante non dire sempre tutto dapertutto: le informazioni devono essere svelate e calibrate all'interno del sistema sulle varie piattaforme.

Ringrazio per questi spunti la Sesamo Comunicazione Visiva
www.sesamo.net




mercoledì 5 dicembre 2012

Il caffè selvatico etiope presidio Slow Food della foresta di Harenna

Io bevo caffè di qualità.

Il 14 dicembre a Roma, presso il Caffè cantù, dalle ore 15 si potrà degustare e conoscer eil caffè presidio Slow Food della foresta di Harenna, uno dei rari caffè selvatici disponibili sul mercato.




Il Progetto.

La foresta di Harenna, una delle più grandi dell’Etiopia, si trova tra le montagne del magnifico parco nazionale del Bale (nella regione dell’Oromia), 350 chilometri a sud della capitale Addis Abeba. Qui, a circa 1800 metri di altitudine, all’ombra di alberi ad alto fusto, nasce spontaneamente un caffè arabica con straordinarie potenzialità, ancora poco conosciute e valorizzate.
I contadini di questa zona vivono grazie alla vendita del caffè, principale loro fonte di reddito. La raccolta delle ciliegie è manuale, spesso ostacolata dalla presenza numerosa di babbuini, che ne sono ghiotti. Il caffè della foresta di Harenna non è lavato (il lavaggio in acqua dei chicchi e la fermentazione sono invece fasi cruciali per i caffè dei Presìdi latino-americani, ad esempio). Tecnicamente, viene definito “caffè naturale”: dopo la raccolta, infatti, le ciliegie sono immediatamente poste a essiccare su reti sospese (lettini). Questa tecnica, apparentemente più semplice, è invece complessa e molto delicata: non prevedendo le fasi di lavaggio e fermentazione – grazie alle quali si può ottenere un caffè dalla qualità più uniforme - il caffè naturale basa la sua qualità sull’eccellenza della materia prima, su una selezione molto accurata delle ciliegie e su un’essiccazione perfetta. Il caffè ottenuto tramite questo tipo di lavorazione ha maggiore corpo poiché il chicco acquisisce più sapore dalla polpa.






Obiettivi.

Il caffè cambia con il territorio, l’altitudine, il microclima, proprio come un vino o un olio, ma poi arriva ai consumatori in forma anonima. Quel che conta sul mercato è la marca, mentre non si sa nulla sulla provenienza del prodotto, sui produttori, sulla tecnica di lavorazione. Un obiettivo
importante del Presidio è spiegare questa diversità, promuovendo insieme al prodotto, l’area di produzione e la cultura locale.
Il caffè di Harenna è un frutto spontaneo della foresta: prendersi cura delle piante, gestire in modo sostenibile la raccolta, comprendere il suo valore, significa anche preservare l’ambiente. Ed ecco un altro obiettivo del Presidio: un buon produttore di caffè diventerà il miglior custode della foresta.
Naturalmente, come primo passo, occorre rafforzare l’organizzazione dei produttori, che – insieme – possono stabilire regole di produzione, lavorare meglio, controllare la qualità del prodotto finale. Un impegno che deve essere riconosciuto anche economicamente: per questo il Presidio sta mettendo in relazione i piccoli produttori di caffè con i torrefattori (italiani, spagnoli, americani) e con i consumatori, e sta promuovendo una filiera breve, con il minor numero possibile di intermediari.


Impatto sociale.

Grazie al Presidio, i produttori si sono organizzati in piccole cooperative, hanno ottenuto un riconoscimento dallo stato federale per poter esportare il loro caffè, sono usciti per la prima volta dai loro villaggi partecipando a eventi internazionali, hanno compreso lo straordinario valore del loro prodotto e del loro territorio. Il lavoro di Slow Food ha creato una filiera virtuosa, migliorando la qualità del raccolto, riducendo gli intermediari e avvicinando produttori e consumatori.


Beneficiari.

Produttori: il progetto coinvolge 132 produttori di quattro villaggi (Kebeles), riuniti in tre cooperative:
Habuubii (Irba), 51 produttori
Biftu Kanckicha (Burkitu), 49 produttori
Buna Magnete (Maanyatee), 32 produttori


Tratto dalla brochure di Presidio Slow Food adottato dalla città di Bilbao nell’ambito del progetto 4cities4dev.